Capire i livelli di autonomia tra USV e ASV

Una spiegazione pratica, incentrata sulle operazioni, dei livelli di autonomia negli USV e ASV, esaminando le modalità di controllo, la supervisione HITL e i vincoli marittimi del mondo reale. Da Summer James / 17 Feb 2026
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L’autonomia nei veicoli di superficie senza equipaggio è spesso trattata come una destinazione, un punto in cui il coinvolgimento umano scompare e il software prende il sopravvento. In pratica, l’autonomia è definita dal modo in cui il controllo è condiviso, quando l’uomo interviene e dove risiede la responsabilità finale. Nelle navi di superficie senza equipaggio, l’autonomia del mondo reale emerge come un insieme di modalità di controllo deliberate, modellate dal rischio della missione, dalla pressione normativa e dalla realtà di operare in ambienti marittimi condivisi.

Perché i livelli di autonomia sono importanti negli USV

I livelli di autonomia negli USV (veicoli di superficie senza equipaggio) e negli ASV (veicoli di superficie autonomi) descrivono come vengono prese le decisioni, chi ha il controllo e come viene mantenuta la sicurezza in mare. Queste differenze sono importanti perché le operazioni marittime si svolgono in ambienti condivisi e regolamentati, dove la responsabilità non può essere affidata interamente al software.

Un veicolo autonomo di superficie è generalmente un’imbarcazione di superficie progettata per svolgere compiti utilizzando l’autonomia di bordo, spesso con la supervisione di un umano. Una nave di superficie senza equipaggio è una categoria più ampia che comprende piattaforme gestite a distanza, navi autonome supervisionate e, in alcuni casi, sistemi completamente autonomi. Sebbene i termini siano spesso utilizzati in modo intercambiabile, è l’architettura di controllo che determina il funzionamento effettivo dell’autonomia nella pratica.

I livelli di autonomia non rappresentano un percorso rettilineo verso la piena autonomia. Esistono diversi livelli perché servono a diverse esigenze operative. Le missioni di rilevamento, offshore, difesa e sicurezza spesso mantengono il coinvolgimento umano per progettazione, bilanciando l’automazione e la resistenza con la supervisione e la responsabilità.

Imbarcazione di superficie senza equipaggio per la consapevolezza situazionale di Open Ocean Robotics

DataXplorer™ Protect di Open Ocean Robotics

Cosa significa l’autonomia in un contesto marittimo

L’autonomia marittima opera sotto vincoli che differiscono in modo significativo dai domini terrestri o aerei. Le navi di superficie devono rispettare i regolamenti internazionali sulle collisioni, operare tra navi con equipaggio e gestire condizioni ambientali complesse, tra cui lo stato del mare, la visibilità e la densità del traffico.

Per gli USV e gli ASV, l’autonomia si riferisce alla delega di funzioni specifiche come la navigazione, l’evitamento degli ostacoli e l’esecuzione della missione ai sistemi di bordo. Non elimina la responsabilità umana. Invece, sposta dove e come l’uomo esercita il controllo, spesso attraverso stazioni di controllo a terra o centri operativi remoti.

Questa distinzione è fondamentale per capire perché i livelli di autonomia rimangono strettamente legati all’accettazione delle normative. Anche i veicoli di superficie altamente autonomi devono dimostrare un processo decisionale tracciabile, un comportamento prevedibile e percorsi di intervento chiari.

Veicoli di superficie senza equipaggio a comando remoto

Gli USV a comando remoto rappresentano il livello più basso di autonomia, ma rimangono rilevanti dal punto di vista operativo. In questo modello, gli operatori umani mantengono il controllo diretto su propulsione, sterzo e carichi utili, utilizzando collegamenti di comunicazione in tempo reale.

La consapevolezza della situazione è ottenuta attraverso i flussi di sensori in tempo reale, tra cui telecamere, radar e dati di navigazione. L’autorità decisionale risiede interamente nell’operatore, che interpreta l’ambiente ed esegue le manovre in conformità alle regole marittime.

Poiché il controllo è continuo ed esplicito, gli USV a comando remoto non sono generalmente classificati come veicoli di superficie autonomi. Offrono un’elevata precisione e una chiara responsabilità, rendendoli adatti alle acque congestionate, agli ambienti portuali e alle operazioni in cui le autorità di regolamentazione richiedono un controllo umano diretto.

I limiti principali del funzionamento a distanza sono la dipendenza dalle comunicazioni e il carico di lavoro dell’operatore. La latenza, i vincoli di larghezza di banda e la fatica limitano la resistenza e la scalabilità, in particolare per le operazioni a lungo raggio o con più veicoli.

Veicoli di superficie autonomi supervisionati

L‘autonomia supervisionata rappresenta il modello operativo più comune per gli ASV oggi. In questa configurazione, il veicolo di superficie autonomo esegue i compiti di navigazione e missione in modo indipendente, mentre gli operatori umani supervisionano le prestazioni e intervengono quando necessario.

I sistemi di autonomia a bordo gestiscono i comportamenti di routine, come l’inseguimento dei waypoint, il controllo adattivo della velocità e l’evitamento degli ostacoli. Gli operatori monitorano più ASV da una stazione di controllo, concentrandosi sulla gestione delle eccezioni piuttosto che sulla guida continua.

I confini chiari dell’autorità sono essenziali. L’ASV opera all’interno di regole e vincoli predefiniti, mentre gli esseri umani mantengono la capacità di assumere il controllo durante incontri ambigui, prestazioni degradate dei sensori o situazioni sensibili alle normative. Le modalità di ripiego consentono all’imbarcazione di passare in modo sicuro a stati di capacità ridotta se la fiducia nell’autonomia diminuisce.

Per le missioni di rilevamento offshore, monitoraggio ambientale e difesa, i veicoli di superficie autonomi supervisionati offrono un equilibrio pratico tra resistenza, efficienza e conformità. Questo livello di autonomia riduce la richiesta di comunicazioni senza eliminare la responsabilità umana.

USV per l'autonomia di missione di Maritime Robotics

Vascello di superficie senza equipaggio Mariner di Maritime Robotics

Veicoli di superficie completamente autonomi

I veicoli di superficie completamente autonomi sono progettati per operare con un intervento umano minimo o nullo in tempo reale, una volta dispiegati. Gli obiettivi della missione, le aree operative e i vincoli comportamentali sono definiti in anticipo, e i sistemi di bordo gestiscono la percezione, la pianificazione e l’esecuzione.

Il coinvolgimento umano si sposta alla progettazione della missione, alla convalida e all’analisi post-missione, piuttosto che alla supervisione attiva. Le comunicazioni possono essere intermittenti o non disponibili, ponendo maggiore enfasi sul rilevamento dei guasti a bordo, sulla gestione degli imprevisti e sul processo decisionale conservativo.

In pratica, gli ASV completamente autonomi devono affrontare vincoli significativi. L’accettazione normativa rimane limitata, in particolare nelle vie navigabili condivise, dove il comportamento umano imprevedibile è comune. L’ambiguità dei sensori, i rari casi limite e le considerazioni sulla responsabilità limitano dove e come può essere impiegata la piena autonomia.

Di conseguenza, i veicoli di superficie completamente autonomi sono tipicamente confinati in ambienti controllati, regioni remote o missioni strettamente mirate, dove la densità del traffico e il rischio sono bassi.

Cosa cambia tra i livelli di autonomia nella pratica

Il confronto dei livelli di autonomia tra USV e ASV rivela dei compromessi piuttosto che un chiaro avanzamento. Con l’aumento dell’autonomia, l’autorità decisionale a bordo si espande, mentre diminuisce la dipendenza dalle comunicazioni continue. Allo stesso tempo, aumentano la complessità della convalida, il controllo normativo e i requisiti di garanzia del sistema.

Il coinvolgimento umano si evolve dal controllo diretto alla supervisione e alla governance, invece di scomparire. L’autorità decisionale si sposta in modo graduale, ma la responsabilità rimane saldamente centrata sull’uomo. Le missioni con maggiore incertezza o impatto sulla sicurezza tendono a mantenere livelli di autonomia più bassi per progettazione.

Questa prospettiva evita le tassonomie rigide e riflette il modo in cui l’autonomia viene effettivamente impiegata nelle operazioni marittime.

Regolamentazione, responsabilità e supervisione umana

In tutti i livelli di autonomia, i regolatori marittimi sottolineano la responsabilità. Sia che un’imbarcazione sia gestita in remoto o che funzioni come ASV con autonomia a bordo, gli operatori e le organizzazioni rimangono responsabili della sicurezza della navigazione e della conformità.

Le prove e le approvazioni si concentrano sempre più sulle modalità di monitoraggio dei sistemi di autonomia, sulla gestione dei guasti e sull’abilitazione dell’intervento umano. La documentazione, la registrazione e la spiegabilità stanno diventando importanti quanto le prestazioni tecniche.

L’autonomia non elimina la responsabilità. La ridistribuisce tra software, operatori e processi organizzativi. I programmi ASV di successo riconoscono questa realtà e progettano le architetture di controllo di conseguenza.

Scegliere il giusto livello di autonomia per una missione ASV

La selezione di un livello di autonomia per un veicolo autonomo di superficie inizia con il contesto della missione. La densità del traffico, l’incertezza ambientale e le conseguenze di un fallimento influenzano la quantità di autorità decisionale da delegare a bordo.

Comunicazioni affidabili possono giustificare un’autonomia supervisionata, mentre ambienti contestati o remoti possono richiedere una maggiore capacità a bordo. L’accettazione normativa e la fiducia degli stakeholder spesso favoriscono l’autonomia incrementale piuttosto che l’automazione massima.

Una maggiore autonomia non è intrinsecamente migliore. Un’autonomia marittima efficace allinea le modalità di controllo dell’ASV con gli obiettivi della missione, le condizioni ambientali e i quadri di governance. Trattando l’autonomia come una scelta operativa piuttosto che come uno stato finale, gli operatori di USV e ASV possono implementare sistemi capaci senza compromettere la sicurezza, la credibilità o la conformità.

Postato da Summer James Summer is an Editor & Copywriter at Ocean Science Technology. With a background in Creative Writing and English Literature, she joined in 2025 and brings a passion for subsea robotics, environmental monitoring, and ocean exploration. Her focus is on crafting engaging, accessible content that highlights the latest advances in marine technology. Collegare